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UNA NUOVA ERA

Scopri come rigenerare la tua casa a COSTO ZERO!

 

Buongiorno amici di Kego e benvenuti nel nostro blog.

Oggi partiamo con un argomento estremamente importante per tutti noi: la casa. Dai uno sguardo agli immobili presenti nel nostro sito. Come già potrete immaginare, la gran parte di noi vive in immobili costruiti a partire dal secondo dopoguerra, oppure è interessato ad un immobile (a proposito, date un’occhiata tra quelli proposti nei nostri annunci).

Come già potrete immaginare, la gran parte di noi vive in immobili costruiti a partire dal secondo dopoguerra; Tutti o quasi a scarsa efficienza energetica. Murature ispirate da vecchi sistemi costruttivi, coperture poco isolanti, infissi vecchi e chi più ne ha più ne metta. La domanda nasce dunque spontanea: quanti di voi vorrebbero rendere più efficiente la propria casa e risparmiare sui costi delle bollette?

Lo sappiamo, lo sappiamo; le informazioni che circolano in rete sono davvero tante e molto spesso confusionarie. Per questo, oggi, abbiamo preparato per voi una guida semplificata per aiutarvi a richiedere un bonus davvero imperdibile!

Bene, come avrete avuto modo di intuire, l’Ecobonus è un’agevolazione finanziaria concessa per interventi utili ad aumentare il livello di efficienza energetica di edifici già esistenti. Con il Decreto Rilancio pubblicato lo scorso 17 Luglio, l’aliquota di detrazione delle spese richiedibile per l’ecobonus, ossia la percentuale di spese rimborsabili da parte dello stato ai richiedenti, è aumentata al 110% dando così la possibilità di attivare una serie di interventi gratuiti nelle nostre abitazioni. I metodi di fruizione sono relativamente semplici: si può richiedere la detrazione anticipata dalla banca o, in alternativa e grazie al provvedimento emanato lo scorso 8 Agosto, è possibile richiedere il contributo sotto forma di “sconto dai fornitori”, che permette alle aziende di anticipare le spese dei lavori in autonomia. Tuttavia, a prescindere dal metodo scelto per l’erogazione dei fondi, questo tipo di agevolazione presenta alcuni vincoli relativi sia ai soggetti richiedenti che alle spese e al tipo di lavori consentiti, vediamoli insieme:

Chi può richiedere l’Ecobonus 110%?

Non tutti i soggetti privati possono richiedere l’ecobonus al 110%, qui di seguito ecco l’elenchiamo delle categorie che possono accedere all’agevolazione:

  • Condomìni;
  • Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”;
  • Cooperative di abitazione a proprietà indivisa;
  • Onlus e associazioni di volontariato;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

 

Documentazione:

Per poter usufruire dell’ecobonus al 110% uno degli scogli più grandi da affrontare è sicuramente la burocrazia. La pratica richiede infatti molti passaggi ma, con l’aiuto del vostro commercialista, sarà tutto molto più semplice!

Ecco quali sono, in breve, i passaggi burocratici fondamentali:

  1. Attestato di Prestazione Energetica (Ape): certifica il miglioramento di classe energetica dell’edificio in esame. È redatto da un tecnico abilitato e va rilasciato sia prima che al termine dei lavori.

  2. Asservazione: anch’essa redatta da un tecnico, certifica i requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione, tale asservazione va inoltre rilasciata al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento dei lavori stessi.
  3. Visto di conformità: rilasciato da dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF, certifica la regolarità e il possesso della documentazione necessaria per richiedere il bonus.
  4. Comunicazione ENEA: per chi non lo conosce già, l’ENEA è l’ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, e in questo caso è l’ente che gestisce gli incentivi fiscali relativi all’ecobonus. Per i richiedenti infatti è d’obbligo comunicare telematicamente sul sito ufficiale ENEA l’elenco dei lavori svolti, entro e non oltre 90 giorni dal termine di questi ultimi.

 

Lavori consentiti e vincoli di spese:

Gli interventi che possono essere realizzati grazie all’ecobonus sono diversi; bisogna tuttavia prestare attenzione al tipo di lavoro e alle risorse economiche da richiedere.

Gli interventi di piccola entità ad esempio, è molto probabile non raggiungano lo sgravio del 110%. Pertanto, qui di seguito, elencheremo i cosiddetti interventi “trainanti”, ossia quegli interventi capaci di riportare lo sgravio al 110%.

 

  • Cappotto Termico: deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari, che sia funzionalmente indipendente e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno. limite massimo di spesa:
      • 50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
      • 40.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
      • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

 

  • Interventi sulle parti comuni degli edifici: effettuabili per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda – a condensazione, con efficienza almeno pari alla “classe A” – a pompa di calore, ivi compresi gli impianti ibridi o geotermici.
    Limiti di spesa:

      • 20.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio – per edifici composti fino a otto unità immobiliari;
      • 15.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio – per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

 

  • Interventi sugli edifici unifamiliari o su unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari: effettuabili per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda, a condensazione, con efficienza almeno pari alla “classe A”.
    Limiti di spesa:

      • Il tetto massimo di spesa è 30.000 euro anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.


Infine vi sono altri tipi di interventi che pur non essendo “trainanti” possono essere realizzati in sinergia come:

  • il montaggio di pannelli solari;
  • il montaggio di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • gli interventi previsti dal vecchio ecobonus;
  • la realizzazione delle colonnine di alimentazione per le batterie delle auto elettriche.

 

Bello complicato vero? Beh si, un bel po’, ma fortunatamente non siete soli. Ci siamo noi e… il commercialista!